Fabio Bacà e il suo ultimo libro L'era dell'acquario

Un incontro partecipato, tra ascolto attento e domande puntuali.
L'incontro con Fabio Bacà, ospite del Quid al Circolo Virtuoso Il Nome della Rosa per la presentazione de L'era dell'acquario, (pubblicato da Adelphi a settembre 2025) è stato prima di tutto un momento di condivisione autentica, molto partecipato e attraversato da domande profonde, silenzi attenti e riflessioni che hanno continuato a lavorare anche oltre la fine della serata.
In dialogo con Roberto Di Giovannantonio, Bacà ha accompagnato il pubblico dentro il cuore del romanzo, toccandone i nodi più delicati e sostanziali. Tra questi, in particolare, il tema della ricerca della verità, che attraversa la storia dei protagonisti e che si è rivelato uno dei punti di maggiore coinvolgimento per chi ascoltava: una verità mai semplice e mai definitiva.
Si è parlato anche di premorte, di suicidio e di religione, temi affrontati con grande attenzione e rispetto, senza semplificazioni, ma con la consapevolezza che la letteratura può – e forse deve – farsi spazio di confronto su ciò che più ci mette in difficoltà come individui e come comunità.
Molto partecipate e stimolanti anche le domande rivolte all'autore sul suo modo di essere scrittore: sul rapporto con la scrittura, sul tempo della creazione, sullo sguardo necessario per raccontare il presente senza cedere né al giudizio né all'indulgenza. Bacà ha risposto con attenzione e disponibilità, restituendo l'immagine di una scrittura attenta, rigorosa, ma profondamente umana.
È stata una presentazione che ha regalato spunti, emozioni e nuove domande, confermando ancora una volta quanto i libri, quando vengono attraversati insieme, possano diventare occasioni preziose di incontro e riflessione condivisa.
L'Associazione Culturale Quid ringrazia sentitamente Fabio Bacà per la generosità e la profondità del dialogo, Roberto Di Giovannantonio, perfetto padrone di casa, per la conduzione attenta e sensibile, e tutte le persone presenti che, con la loro partecipazione e le loro domande, hanno reso questa serata viva e significativa.
È da momenti come questi che nasce e si rinnova il senso del nostro lavoro: creare spazi in cui la letteratura non sia solo raccontata, ma ascoltata, interrogata e condivisa..