FOSCA di Igino Ugo Tarchetti

09.11.2025

Perché lo consigliamo?

Consigliamo Fosca perché è uno dei romanzi più intensi e sorprendenti della Scapigliatura italiana. Tarchetti mette in scena una storia che unisce passione, malattia, ossessione e fragilità psicologica, esplorando in profondità le zone più oscure dell’amore. È un romanzo breve ma potentissimo, capace di colpire il lettore con una tensione emotiva costante e un’atmosfera inquieta che rimane addosso.

La sua modernità — soprattutto nel modo in cui tratta la dipendenza affettiva e la vulnerabilità emotiva — lo rende sorprendentemente attuale.. 
 

Cosa ci è piaciuto di più?

La forza del romanzo sta soprattutto nei personaggi. Giorgio e Fosca sono figure complesse, contraddittorie, incapaci di amare senza distruggere e distruggersi. Tarchetti non giudica, ma osserva e analizza con un’intensità psicologica rara nella narrativa dell’Ottocento italiano.

Anche lo stile è notevole: un linguaggio limpido ma denso, capace di rendere palpabile la sofferenza dei protagonisti e l’atmosfera cupa che li circonda. L’evoluzione del rapporto tra i due è raccontata con una progressione lenta e inevitabile che tiene il lettore in un costante stato di attesa.
 

C’è qualcosa che non abbiamo gradito?

Alcuni lettori potrebbero trovare eccessiva la cupezza del romanzo. La spirale emotiva dei protagonisti, soprattutto nella seconda parte, è talmente intensa da risultare talvolta opprimente.

Inoltre, alcuni passaggi risentono del gusto melodrammatico dell’epoca, e la rappresentazione della malattia di Fosca può apparire oggi un po’ datata o stereotipata.

Tuttavia, questi aspetti fanno parte della natura stessa dell’opera e contribuiscono alla sua singolarità. 
 

Frase da sottolineare:

:Nessuno può immaginare quanto sia grande la sventura di non poter amare ed essere amati."

 

Questa lettura viene consigliata da Maria Rosaria Vitalone. .

Curiosità: Fosca fu pubblicato inizialmente a puntate sulla rivista Il Pungolo tra il 1869 e il 1870.
Si ritiene che il personaggio di Fosca sia basato su una donna realmente conosciuta da Tarchetti, probabilmente malata e dall’aspetto poco attraente, che lo avrebbe colpito proprio per la sua intensità emotiva e fragilità. Questo rende il romanzo ancora più autobiografico di quanto sembri
.

Nel 1981 Ettore Scola ne trasse il film Passione d’amore, accolto molto bene dalla critica. Successivamente il regista Stephen Sondheim ne trasse anche un musical di successo a Broadway (Passion, 1994), che vinse vari premi Tony.

Buona lettura! 


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