LA PORTA di Magda SZABO

01.09.2024

Perché lo consigliamo?

Perché “La porta” è un confine fisico, il limite invalicabile imposto da Emerenc e diventa il simbolo del mondo interiore. Perché è un romanzo potente, delicato e disarmante. Perché colpisce con un'intensità inaspettata, sia durante la lettura che dopo averlo concluso. C’è amore, condivisione, rifiuto, amicizia e altruismo, tradimento e un grande desiderio di dolcezza, aspettativa e speranza.


Cosa ci è piaciuto di più?

La narrazione intensa e a tratti spietata, che ha suscitato emozioni contrastanti nei confronti di Emerenc, il cui carattere complesso evoca sia compassione che rabbia. Attraverso questa storia, emergono riflessioni profonde sull'animo umano e sui misteri che lo abitano.


C’è qualcosa che non abbiamo gradito?

Scoprire che dietro “La porta” c’è l’ineluttabile fragilità della vita e la nostra difficoltà a gestire i sentimenti, insieme all’assurda convinzione di poter cambiare gli altri. Ma perché in fondo lo sapevamo già.


Frase da sottolineare:

“Lei non capirà mai le cose semplici, vuole sempre entrare da dietro anche se la porta è sul davanti.”


Questo suggerimento e' della nostra Manuela Costantini che continua consigliando tutti i libri di questa straordinaria autrice! 

Ultimi articoli sul sito

Perché è un libro che non cerca soluzioni, non propone riscatti, non accompagna per mano. Osserva il dolore da vicino senza abbassare gli occhi. Perché parla di donne, ma soprattutto parla di dipendenza affettiva, di identità costruite intorno agli altri, di vite che sembrano solide finché qualcosa — o qualcuno — non si sposta. E allora tutto...

Consigliamo Corruzione al Palazzo di Giustizia perché è un testo di sorprendente attualità. Pur essendo stato scritto nel 1944, il dramma di Ugo Betti mette a nudo dinamiche di potere, ambizione e compromesso morale che sembrano appartenere anche al nostro presente. È un’opera che interroga il rapporto tra giustizia e coscienza individuale,...

Consigliamo Il soccombente perché è uno di quei libri che non cercano di piacere, ma di colpire nel profondo. Thomas Bernhard costruisce un romanzo breve, compatto e ossessivo, che interroga il concetto di talento, fallimento e confronto con l'altro in modo spietato. È una lettura che mette a disagio, ma proprio per questo necessaria: ci costringe...