NEVE di Maxence Fermine

07.12.2025

Perché lo consigliamo?

Perché è una vera e propria favola-romanzo che unisce poesia, immaginario orientale, bellezza visiva e senso dell’avventura: racconta la storia di Yuko Akita, giovane poeta giapponese, e del suo viaggio alla ricerca non solo dell’arte, ma di un significato profondo nella vita: poesia, amore, colore contro il bianco. Perché è come leggere un lungo haiku, sospesi sulla neve.

Perché è un libro che parla di passione artistica, ricerca del sé, rinuncia sociale e coraggio. Yuko sfida le aspettative familiari e sociali, sceglie la poesia e compie un viaggio – sia reale che spirituale – che può parlare a chiunque si sia sentito diverso, inappagato, in cerca di bellezza.

Perché è poesia, racconto, sogno e ricerca — ed è un libro che resta con te, per quanto fragile e delicato possa essere.


Cosa ci è piaciuto di più?

L’atmosfera e l’estetica del bianco e del silenzio: la neve, i paesaggi giapponesi, la purezza, la solitudine — tutto è narrato con una delicatezza contemplativa che sembra dipingere immagini nevose in bianco e nero, in punta di penna. Questo crea una tensione emotiva e visiva molto forte, come poche altre storie.

Il tema dell’arte come via, come redenzione, come ricerca personale: la scelta di Yuko di diventare poeta, la sua ossessione per la neve, la sua ricerca di un “colore interiore” — non un colore visivo, ma spirituale — risuonano con chiunque abbia cercato qualcosa al di là dell’ordinario. La metafora è potente e universale.

La struttura minimalista e intensa: i 54 capitoli brevi, l’uso del ritmo, la prosa essenziale, i silenzi narrativi danno al libro una leggerezza apparente ma anche una profondità meditativa. Leggerlo è come respirare piano, come cercare il bianco dentro se stessi.


C’è qualcosa che non abbiamo gradito?

Non è un romanzo realistico, concreto e dettagliato ma deve essere letto come poetica sospensione, come sogno-racconto.


Frase da sottolineare:

"Ci sono due specie di persone. Ci sono quelli che vivono, giocano e muoiono. E ci sono quelli che si tengono in equilibrio sul crinale della vita. Ci sono gli attori. E ci sono i funamboli."
 

Proposta di lettura che arriva da Manuela Costantini che aggiuge "lo consiglio se non avete paura di “perdervi nella neve” — perché è un’esperienza che può trasformare, magari per un pomeriggio, magari per sempre."


Ultimi articoli nel sito

Perché è un libro che non cerca soluzioni, non propone riscatti, non accompagna per mano. Osserva il dolore da vicino senza abbassare gli occhi. Perché parla di donne, ma soprattutto parla di dipendenza affettiva, di identità costruite intorno agli altri, di vite che sembrano solide finché qualcosa — o qualcuno — non si sposta. E allora tutto...

Consigliamo Corruzione al Palazzo di Giustizia perché è un testo di sorprendente attualità. Pur essendo stato scritto nel 1944, il dramma di Ugo Betti mette a nudo dinamiche di potere, ambizione e compromesso morale che sembrano appartenere anche al nostro presente. È un’opera che interroga il rapporto tra giustizia e coscienza individuale,...

Consigliamo Il soccombente perché è uno di quei libri che non cercano di piacere, ma di colpire nel profondo. Thomas Bernhard costruisce un romanzo breve, compatto e ossessivo, che interroga il concetto di talento, fallimento e confronto con l'altro in modo spietato. È una lettura che mette a disagio, ma proprio per questo necessaria: ci costringe...

Perché è un romanzo breve ma di straordinaria potenza simbolica, capace di raccontare la violenza educativa e familiare senza mai ricorrere a spiegazioni o giustificazioni psicologiche rassicuranti. In poco più di cento pagine, Renate Rasp ci racconta la storia di un bambino – Kuno – dai dieci ai diciotto anni.