RACCONTI di Raymond Carver

26.10.2025

Perché lo consigliamo?

Perché i racconti di Raymond Carver sono tra le espressioni più autentiche della narrativa contemporanea. Riescono a catturare la vita nella sua forma più essenziale, mettono in luce le esitazioni del quotidiano, i fallimenti, i silenzi che parlano, e i momenti in cui il gesto – o la parola – alterano e svelano la superficie della realtà. 

Perché questi racconti ci insegnano a usare il microscopio della nostra vita e a capire che nulla è superfluo e ogni minuscolo dettaglio ha importanza e valore. La scrittura di Carver, apparentemente dimessa, restituisce la vita nei suoi frammenti più ordinari e struggenti. In un’America di cucine disordinate e stanze in affitto ritroviamo la fatica di comprendersi, il bisogno d’amore, la disperazione e la tenerezza che si nascondono dietro quello che facciamo tutti i giorni. 


Cosa ci è piaciuto di più?

Ci ha colpito la sua prosa, asciutta e precisa, capace di creare spazi in cui il non detto diventa protagonista assoluto. Nei dialoghi spezzati, nelle situazioni sospese, la vita si svela in maniera cruda e, allo stesso tempo, commovente. C’è una tensione costante tra fallimento e tenerezza, tra disperazione e possibilità di redenzione. L’arte di Carver risiede nel saper rendere universale ciò che potrebbe sembrare marginale. Ci ha colpito la maestria con cui Carver lavora sul sottotesto: il suo minimalismo non è aridità, ma tensione continua tra ciò che si dice e ciò che si tace. Nelle ellissi narrative emerge una forma di poesia trattenuta, una compassione che non indulge. E si rivela un’umanità che sopravvive nel disincanto, popolata da, come li chiamava lui, “personaggi commossi”, quelli che mai penserebbero di entrare in una storia.
 

C’è qualcosa che non abbiamo gradito?

L’essenzialità e la radicalità che caratterizzano la scrittura di Carver possono farla risultare fredda o frammentaria. L’autore non offre mai appigli emotivi immediati: non spiega, non giudica, non chiude la storia con soluzioni facili. Per chi è abituato a trame ben definite o a personaggi psicologicamente delineati, questi racconti possono sembrare incompiuti. Ma Carver non racconta la vita per ordinarla e racchiuderla, ed è proprio questo che rende i suoi racconti necessari. 
 

Frase da sottolineare:

“Se siamo fortunati, non importa se scrittori, finiremo l'ultimo paio di righe di un racconto e ce ne resteremo seduti un momento o due in silenzio. Idealmente, ci metteremo a riflettere su quello che abbiamo appena scritto o letto; magari il nostro cuore e la nostra mente avranno fatto un piccolo passo in avanti rispetto a dove erano prima. La temperatura del corpo sarà salita, o scesa, di un grado. Poi, dopo aver ripreso a respirare regolarmente, ci ricomporremo, non importa se scrittori o lettori, ci alzeremo e, "creature di sangue caldo e nervi", come dice un personaggio di Cechov, passeremo alla nostra prossima occupazione: la vita. Sempre la vita.”

“Ero a casa mia. Lo sapevo. Ma avevo come la sensazione di non stare dentro a niente.” – Cattedrale."
 

Questa lettura viene consigliata da Manuela Costantini che consiglia tutte le raccolte di racconti di Carver.

Buona lettura! 


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