Perché lo consigliamo?
Consigliamo Il soccombente perché è uno di quei libri che non cercano di piacere, ma di colpire nel profondo. Thomas Bernhard costruisce un romanzo breve, compatto e ossessivo, che interroga il concetto di talento, fallimento e confronto con l'altro in modo spietato. È una lettura che mette a disagio, ma proprio per questo necessaria: ci costringe a guardare in faccia l'idea di mediocrità, l'invidia silenziosa e il peso insostenibile del genio altrui. È un libro che non si dimentica facilmente e che, a distanza di anni, viene naturale voler riprendere in mano.
Cosa ci è piaciuto di più?
Senza dubbio lo stile. Bernhard scrive come se pensasse ad alta voce: frasi lunghe, martellanti, che tornano sugli stessi concetti fino a scavarli. Questa ripetizione non è mai sterile, ma diventa ritmo, ossessione, musica mentale. La figura di Glenn Gould — presenza ingombrante e quasi mitologica — è usata in modo magistrale per rappresentare il genio assoluto, quello che annienta chi gli sta accanto. Ci ha colpito anche la capacità dell'autore di trasformare una vicenda apparentemente minima in una riflessione universale sul fallimento umano.
C’è qualcosa che non abbiamo gradito?
La scrittura di Bernhard non è accomodante e può risultare faticosa, soprattutto per chi non è abituato a un flusso narrativo così serrato e privo di "respiro". L'assenza di dialoghi tradizionali e la continua reiterazione dei pensieri possono scoraggiare. Ma più che un difetto, è una scelta stilistica radicale: o la si accetta, oppure il libro respinge. Non è una lettura per tutti, e forse non vuole esserlo.
Frase da sottolineare:
«Quando uno capisce che non potrà mai essere all'altezza di un altro, quando capisce che tutto ciò che fa è destinato a fallire di fronte alla perfezione altrui, allora comincia la distruzione, lenta ma inesorabile, di se stesso.»
«Tutto ciò che facciamo, lo facciamo contro qualcuno, e soprattutto contro noi stessi.»
Proposta di lettura che arriva da Maria Rosaria Vitalone.
Curiosità: Il romanzo ruota attorno alla figura reale di Glenn Gould, celebre pianista canadese, che Bernhard ammirava profondamente. Tuttavia, Gould non appare mai direttamente come personaggio: è un'ombra costante, un termine di paragone assoluto. Bernhard stesso dichiarava di non essere interessato alla biografia dei suoi personaggi, ma al modo in cui essi pensano e falliscono. Questo romanzo è spesso considerato uno dei testi più accessibili per entrare nell'universo letterario di Bernhard.