L'INVENZIONE DI MOREL di Adolfo Bioy Casares

08.02.2026

Perché lo consigliamo?

Perché è un romanzo breve ma densissimo, capace di fondere filosofia, fantascienza e sentimento in modo sorprendentemente attuale. È una storia che parla di solitudine, desiderio e ossessione, ma anche di memoria e di realtà, ponendo una domanda inquietante: cosa siamo disposti a sacrificare pur di fermare il tempo e rendere eterno ciò che amiamo? È uno di quei libri che si leggono in poche ore ma continuano a lavorare dentro molto a lungo. 


Cosa ci è piaciuto di più?

L’eleganza con cui Bioy Casares costruisce il mistero, senza mai appesantirlo. L’atmosfera sospesa dell’isola, il senso di straniamento costante e la progressiva rivelazione dell’invenzione sono dosati con grande precisione. Ma soprattutto ci ha conquistato la componente emotiva: l’amore silenzioso e impossibile del narratore per Faustine è struggente proprio perché non dichiarato, filtrato attraverso lo sguardo di chi osserva senza poter intervenire. La fantascienza qui non è mai fine a se stessa, ma diventa strumento per parlare di desiderio e perdita.


C’è qualcosa che non abbiamo gradito?

Il distacco emotivo dello stile può lasciare inizialmente freddi. Bioy Casares sceglie una narrazione controllata, quasi clinica, che non concede grandi esplosioni sentimentali. Tuttavia, è una freddezza apparente: proprio questa misura rende ancora più perturbante la vicenda e amplifica il senso di solitudine che attraversa tutto il romanzo.
 

Frase da sottolineare:

«Ho compreso che vivere accanto a un’immagine eterna è meglio che vivere accanto a una donna mortale. Ho compreso che l’amore non desidera essere corrisposto, ma soltanto continuare. »  

 

Proposta di lettura che arriva da Maria Rosaria Vitalone.

Curiosità: Jorge Luis Borges definì L’invenzione di Morel «un capolavoro di immaginazione rigorosa» e ne curò la prefazione. Il romanzo ha influenzato profondamente molta narrativa e cinema successivi, da La Jetée di Chris Marker fino a Lost. Bioy Casares lo scrisse a soli ventisette anni, dimostrando una maturità narrativa straordinaria e una capacità rara di unire speculazione filosofica e racconto emotivo .


Ultimi articoli nel sito

Perché è un romanzo breve ma densissimo, capace di fondere filosofia, fantascienza e sentimento in modo sorprendentemente attuale. È una storia che parla di solitudine, desiderio e ossessione, ma anche di memoria e di realtà, ponendo una domanda inquietante: cosa siamo disposti a sacrificare pur di fermare il tempo e rendere eterno ciò che amiamo?...

Perché è un libro che non cerca soluzioni, non propone riscatti, non accompagna per mano. Osserva il dolore da vicino senza abbassare gli occhi. Perché parla di donne, ma soprattutto parla di dipendenza affettiva, di identità costruite intorno agli altri, di vite che sembrano solide finché qualcosa — o qualcuno — non si sposta. E allora tutto...

Consigliamo Corruzione al Palazzo di Giustizia perché è un testo di sorprendente attualità. Pur essendo stato scritto nel 1944, il dramma di Ugo Betti mette a nudo dinamiche di potere, ambizione e compromesso morale che sembrano appartenere anche al nostro presente. È un’opera che interroga il rapporto tra giustizia e coscienza individuale,...

Consigliamo Il soccombente perché è uno di quei libri che non cercano di piacere, ma di colpire nel profondo. Thomas Bernhard costruisce un romanzo breve, compatto e ossessivo, che interroga il concetto di talento, fallimento e confronto con l'altro in modo spietato. È una lettura che mette a disagio, ma proprio per questo necessaria: ci costringe...