DONNA PER CASO di Jonathan Coe

06.04.2025
Perché lo consigliamo?
 

Perché è un romanzo che ci mette di fronte a una domanda scomoda: quanta parte della nostra vita scegliamo davvero, e quanta invece ci scivola addosso, senza che ne siamo del tutto consapevoli? Jonathan Coe racconta questa storia con uno stile limpido, ingannevolmente semplice, che permette di entrare in profondità senza mai appesantire. È un romanzo che si legge e si fa leggere e che poi continua a lavorarti dentro, perché dietro quella leggerezza apparente c'è uno sguardo molto lucido, ironico e umanissimo.


Cosa ci è piaciuto di più?

Il tono del romanzo: un misto di ironia sottile e malinconia che non cerca mai la battuta facile né il sentimentalismo.
Maria, la protagonista, sembra attraversare la vita con una sorta di indifferenza, o forse solo con un'emotività talmente trattenuta da sembrare assente. Eppure, è proprio questo scarto che colpisce: la sua "passività" mette in crisi la nostra idea di protagonismo, di volontà, di identità.
La scrittura è precisa ma mai rigida, con descrizioni che sono essenziali e piene di senso. C'è un'intelligenza narrativa che non pretende di spiegare tutto, ma che accompagna con grazia, invitando a osservare — e magari a sorridere — anche quando la realtà è tutt'altro che comica. 


C’è qualcosa che non abbiamo gradito?

Alcuni passaggi possono disorientare, soprattutto se ci si aspetta una trama tradizionale, con conflitti espliciti o grandi rivelazioni. Maria è una protagonista che non "buca la pagina" nel modo a cui siamo abituati: non si confessa, non agisce con forza, non si ribella. Ma la coerenza – e bellezza – del romanzo è anche in questo: forse l'identità non si costruisce con azioni eclatanti, ma si disegna anche nel vuoto, nel non detto, nel lasciarsi vivere.  


Frase da sottolineare:

"Noi diciamo sempre "Andiamo a bere qualcosa?" come se l'atto del bere fosse il fine principale dell'appuntamento e la compagnia dell'altro un fattore meramente incidentale, tanto siamo timorosi di ammettere il nostro bisogno del prossimo. […] Noi diciamo sempre "Vuoi salire a prendere un caffè?" come se fosse meno spaventoso riconoscere di essere dipendenti dalle bevande blandamente stimolanti piuttosto che ammettere di essere del tutto dipendenti dalla compagnia di altre persone."  

 

Grazie a Manuela Costantini che ci consiglia questa lettura. 

Donna per caso è il primo romanzo dello scrittore inglese Jonathan Coe, pubblicato nel 1987, e segnò l'esordio della sua carriera. Quando venne pubblicato non riscontrò molto successo e apprezzamento nel Regno Unito, tanto da essere etichettato come uno dei romanzi meno riusciti di questo scrittore; in Italia, invece, pubblicato da LaFeltrinelli in formato tascabile dal 27 novembre 1992, è stato uno dei libri più venduti e votati dell'anno. 


Ultimi articoli nel sito

Perché è una riscrittura intensa e originale del mito classico, in cui la figura leggendaria del Minotauro viene ribaltata: non più mostro feroce, ma creatura sensibile, malinconica e sola, intrappolata non solo nel labirinto, ma nel suo stesso essere. Perché il protagonista “altro” e l’ambientazione specchiata del labirinto offrono una meditazione...

Perché è un romanzo che lavora in sottrazione, ma lascia un’eco profondissima. Marilynne Robinson racconta l’abbandono, la precarietà e la ricerca di una forma di appartenenza attraverso una scrittura limpida e contemplativa. È un libro che parla di case e di assenze, di sorelle e di madri, ma soprattutto di quel fragile equilibrio tra radicamento...

Perché è un romanzo breve ma densissimo, capace di fondere filosofia, fantascienza e sentimento in modo sorprendentemente attuale. È una storia che parla di solitudine, desiderio e ossessione, ma anche di memoria e di realtà, ponendo una domanda inquietante: cosa siamo disposti a sacrificare pur di fermare il tempo e rendere eterno ciò che amiamo?...