Consigliamo Corruzione al Palazzo di Giustizia perché è un testo di sorprendente attualità. Pur essendo stato scritto nel 1944, il dramma di Ugo Betti mette a nudo dinamiche di potere, ambizione e compromesso morale che sembrano appartenere anche al nostro presente. È un’opera che interroga il rapporto tra giustizia e coscienza individuale,...
MADAME BOVARY di Gustave Flaubert


Perché tra i dieci diritti imprescindibili del lettore dettati da Daniel Pennac troneggia al numero VI “Il diritto al bovarismo”. In poche parole: la soddisfazione immediata ed esclusiva delle nostre sensazioni. Il nostro primo stato di lettori, spiega sempre Pennac.
Cosa ci è piaciuto di più?
Dove si può arrivare quando non si riesce a colmare dei vuoti. La potenza dell’insoddisfazione.
Tanta è la scontentezza che Emma diventa vampira di se stessa e dei suoi amanti.
Frase da sottolineare:
La lettura di questo bellissimo classico ci è suggerita da Eunice Lelli.
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Consigliamo Il soccombente perché è uno di quei libri che non cercano di piacere, ma di colpire nel profondo. Thomas Bernhard costruisce un romanzo breve, compatto e ossessivo, che interroga il concetto di talento, fallimento e confronto con l'altro in modo spietato. È una lettura che mette a disagio, ma proprio per questo necessaria: ci costringe...
KUNO. UN FIGLIO DEGENERE di Renate Rasp
Perché è un romanzo breve ma di straordinaria potenza simbolica, capace di raccontare la violenza educativa e familiare senza mai ricorrere a spiegazioni o giustificazioni psicologiche rassicuranti. In poco più di cento pagine, Renate Rasp ci racconta la storia di un bambino – Kuno – dai dieci ai diciotto anni.



